Translucenza Nucale e Bi-Test a Milano
Translucenza nucale e Bi-Test a Milano per lo screening prenatale del primo trimestre, con valutazione specialistica certificata FMF.
Screening cromosomico del primo trimestre tra le settimane 11 e 14.
Il Dott. Lorenzo Quirino è operatore certificato FMF per la translucenza nucale.
Disponibile a Milano presso Altamedica.

Cos’è la translucenza nucale
La translucenza nucale è una misurazione ecografica che si esegue durante l’ecografia del primo trimestre. Il medico misura lo spessore del liquido che si accumula nella regione nucale del feto — la zona posteriore del collo. Questa misurazione, espressa in millimetri, è uno dei principali marcatori per lo screening delle anomalie cromosomiche, in particolare della trisomia 21 (sindrome di Down), della trisomia 18 e della trisomia 13.
È importante chiarire subito un punto: la translucenza nucale non è una diagnosi. È uno screening, cioè uno strumento che stima una probabilità di rischio. Un valore elevato non significa che il feto abbia una cromosomopatia, così come un valore nella norma non la esclude completamente.
Il suo valore aumenta significativamente quando viene combinata con i marcatori biochimici del bi-test: insieme, formano lo screening integrato del primo trimestre, il più efficace tra quelli non invasivi disponibili in questa fase della gravidanza.
Box chiarificatore:
“Translucenza nucale = misurazione ecografica del liquido nella nuca fetale.
Bi-test = analisi del sangue materno (free beta-hCG e PAPP-A).
Combinati con l’età materna → rischio cromosomico combinato del I trimestre.”
Quando si esegue: la finestra tra le settimane 11 e 14
La translucenza nucale ha una finestra temporale precisa e non negoziabile: si esegue tra la 11ª settimana e 0 giorni e la 13ª settimana e 6 giorni di gestazione (equivalente a una lunghezza cranio-caudale fetale, o CRL, compresa tra 45 e 84 mm).
Perché questa finestra è così stretta? Prima delle 11 settimane il feto è troppo piccolo per una misurazione accurata. Dopo le 14 settimane il liquido nucale viene normalmente riassorbito: la misurazione non è più significativa e l’esame non può essere recuperato in date successive.
Questo significa che la prenotazione va pianificata con anticipo. È consigliabile prenotare non appena si conosce la data dell’ultima mestruazione o si ha la conferma ecografica della gravidanza, per evitare di superare la finestra temporale.
Il bi-test: i marcatori biochimici del primo trimestre
Il bi-test è un’analisi del sangue materno che misura due proteine prodotte dalla placenta nelle prime settimane di gravidanza: la free beta-hCG (frazione libera della gonadotropina corionica umana) e la PAPP-A (proteina plasmatica A associata alla gravidanza).
In una gravidanza con trisomia 21, i livelli di questi marcatori tendono a essere alterati rispetto alla media: la free beta-hCG è generalmente aumentata, la PAPP-A è generalmente ridotta. La combinazione dei due valori, corretta per l’età materna e per il peso corporeo, contribuisce al calcolo del rischio combinato.
Il prelievo per il bi-test va eseguito nello stesso periodo della translucenza nucale (settimane 11–14), spesso nella stessa mattina. I risultati vengono integrati con la misurazione ecografica per ottenere un unico valore di rischio combinato.
Come si calcola il rischio e come si interpreta il risultato
Il risultato dello screening del primo trimestre non è un valore semplice ma un rapporto di probabilità: per esempio 1:250 o 1:5.000. Questo numero indica la probabilità stimata che il feto presenti una specifica cromosomopatia, tenendo conto di tutti i parametri misurati.
Nella pratica clinica si parla di rischio “a bassa probabilità” quando il valore è inferiore a una soglia di riferimento (tipicamente 1:250 o 1:300 per la trisomia 21, a seconda del laboratorio e del protocollo), e di rischio “a probabilità aumentata” quando supera quella soglia.
Cosa significa un risultato “a rischio aumentato”
Un risultato a rischio aumentato non è una diagnosi di anomalia cromosomica. Significa che, in base ai parametri misurati, la probabilità stimata supera la soglia di riferimento. In questo caso il medico discuterà le opzioni disponibili per l’approfondimento diagnostico, che includono il test DNA fetale (NIPT) — esame non invasivo ad alta sensibilità — oppure, nei casi indicati, una procedura invasiva (villocentesi o amniocentesi), che fornisce una diagnosi definitiva.
Cosa significa un risultato “a bassa probabilità”
Un risultato a bassa probabilità indica che il rischio stimato è al di sotto della soglia. Non esclude in modo assoluto la presenza di anomalie cromosomiche, ma le rende statisticamente molto meno probabili. Lo screening ha una sensibilità elevata ma non del 100%.
“Un risultato a rischio aumentato genera spesso ansia. È importante ricordare che si tratta di una stima probabilistica, non di una certezza. Il passo successivo è sempre una discussione con lo specialista, che valuterà il quadro complessivo e le opzioni disponibili.”
Perché la certificazione FMF è importante
La Fetal Medicine Foundation (FMF) è l’organizzazione internazionale che ha sviluppato e standardizzato il protocollo per lo screening del primo trimestre. La certificazione FMF per la translucenza nucale non è un titolo accademico: è una valutazione continua della qualità delle misurazioni. Per mantenerla, l’operatore deve inviare periodicamente le proprie misurazioni a un sistema di controllo di qualità centralizzato, che verifica che la distribuzione dei valori sia coerente con gli standard internazionali.
Questo significa che la misurazione eseguita da un operatore certificato FMF rispetta criteri di riproducibilità e accuratezza verificati. La stessa misurazione eseguita da operatori non certificati può presentare variabilità significativa, che si traduce in calcoli del rischio meno affidabili.
Il Dott. Lorenzo Quirino è operatore certificato FMF per la translucenza nucale e gli screening del primo trimestre.
Translucenza nucale e test DNA fetale: due esami distinti
La translucenza nucale e il test DNA fetale (NIPT) non si escludono a vicenda e rispondono a domande parzialmente diverse. La translucenza nucale, integrata nel bi-test, valuta il rischio cromosomico attraverso parametri ecografici e biochimici ed è l’unico esame del primo trimestre che fornisce anche informazioni morfologiche precoci sul feto. Il NIPT analizza invece il DNA fetale libero nel sangue materno e ha una sensibilità più elevata per le principali trisomie.
In molte gravidanze a basso rischio, lo screening combinato del primo trimestre è sufficiente. Il NIPT può essere indicato in aggiunta quando il risultato dello screening è a rischio intermedio, quando la coppia desidera una maggiore precisione, o in caso di storia familiare specifica. La scelta tra i due approcci va discussa con lo specialista.
→Approfondisci:Test DNA fetale (NIPT)
Costo della translucenza nucale a Milano e come prenotare
Il costo della translucenza nucale con bi-test a Milano varia in base alla struttura e comprende sia la componente ecografica sia quella biochimica (prelievo ematico e analisi di laboratorio). In alcuni casi i due esami vengono fatturati separatamente. Per informazioni sul costo esatto, contattare la segreteria di Altamedica o CDI al momento della prenotazione.
L’esame è prescrivibile dal ginecologo o dal medico di base. In regime privato non è necessaria l’impegnativa.
Per prenotare la translucenza nucale e il bi-test a Milano con un operatore certificato FMF, contatta la segreteria di Altamedica o CDI. Verifica la prima disponibilità con anticipo: la finestra 11–14 settimane non è recuperabile.
→ Prenota la translucenza nucale
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Domande frequenti
La translucenza nucale fa male?
No. È un’ecografia transaddominale, esattamente come le altre ecografie in gravidanza. Non richiede preparazioni particolari dolorose e non comporta rischi per la gravidanza. In alcuni casi, se la posizione fetale non consente una misurazione ottimale, può essere tentata l’ecografia transvaginale.
Devo fare sia la translucenza nucale sia il test DNA fetale?
Non necessariamente. I due esami non sono obbligatori insieme. La translucenza nucale con bi-test è lo screening standard del primo trimestre. Il test DNA fetale (NIPT) è un’opzione aggiuntiva ad alta sensibilità. La scelta dipende dalla storia clinica, dal risultato dello screening e dalle preferenze della coppia. Ne parla con lo specialista.
Cosa succede se la translucenza nucale risulta aumentata?
Un valore di translucenza nucale aumentato viene inserito nel calcolo del rischio combinato insieme ai marcatori del bi-test. Se il rischio risultante supera la soglia, il medico discuterà le opzioni: test DNA fetale (NIPT) come approfondimento non invasivo, oppure — in casi selezionati — villocentesi o amniocentesi per una diagnosi definitiva.
Quanto dura l'esame?
La componente ecografica (misurazione della translucenza nucale) dura mediamente 15–20 minuti. Il prelievo per il bi-test viene eseguito separatamente in laboratorio. I risultati combinati sono disponibili in genere entro qualche giorno lavorativi, in base ai tempi del laboratorio.
Se ho già fatto il test DNA fetale, devo fare anche la translucenza?
Non sempre, ma in molti casi sì. La translucenza nucale fornisce informazioni che il NIPT non dà: la valutazione morfologica precoce (osso nasale, dotto venoso, strutture fetali). Per questa ragione molti specialisti raccomandano di eseguire entrambi gli esami, anche quando il NIPT è già stato prenotato. Discuterne con lo specialista.
Dove si svolge questo servizio
Altamedica Milano
Indirizzo: L.go Schuster, 1 20122 Milano
Telefono: 0286996054
Lunedì – Venerdì 09.00 – 19.00
Sabato e Domenica Chiuso
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Dott. Lorenzo Quirino — Specialista in Ginecologia e Ostetricia — Ordine dei Medici di Milano n. 43764
Ultimo aggiornamento: 08/04/2026
Revisore medico: Dott. Lorenzo Quirino
